Rome, 28 June 2010 the Managing Director
freedom of opinion
Arturo Diaconate (Deacon @ review. en)
Dear Sir, I beg to
to extend to you my own note di risposta all’articolo del vostro Fabio Ghia “LOTTA AGLI SPRECHI. Giornali italiani all’estero: Un caso da risolvere presto” (Media - 05 Giugno 2010)
La ringrazio per la cortese attenzione
Con i migliori saluti
Marco Fedi
Deputato PD eletto nella Circoscrizione Estero (Ripartizione Africa, Asia, Oceania)
Caro Fabio Ghia,
perché una simile accozzaglia di inesattezze? Le opinioni utili sono quelle che partono da fatti…
I Parlamentari eletti all’estero non sono una quota rosa né una quota blu, fanno parte di un Parlamento che oggi è ancora composto da 630 deputati e 330 senatori, pertanto non rappresentano un costo “aggiuntivo” per lo Stato – poi possiamo discutere di riduzione dei costi della politica, diminuzione del numero dei parlamentari o di utilità della Circoscrizione estero, ma almeno partiamo dai fatti.
I parlamentari eletti nella circoscrizione estero si occupano dei, e lavorano sui, temi complessivi della politica italiana: in aggiunta dedicano una parte delle proprie energie ai temi degli italiani all’estero di cui – tradizionalmente – nessuno si occupa! Gli eletti all’estero svolgono, semmai, un doppio lavoro.
I rimborsi elettorali – come è facile immaginare – non arrivano ai Parlamentari ma vanno ai partiti: poi possiamo discutere, anche qui, se non sia più giusto, come avviene in altri Paesi, che la politica si “mantenga” da sola, senza contributi dallo Stato, ripeto possiamo discuterne ma evitiamo di scrivere e dire che gli eletti all’estero ricevono nelle proprie tasche i rimborsi elettorali… dichiarazione quasi diffamatoria per tutti i 18!
Veniamo all’editoria. Innanzitutto dobbiamo distinguere tra i contributi per i quotidiani e per la stampa periodica di lingua italiana nel mondo. Comunque solo stampa, poiché i mezzi d’informazione elettronica sono esclusi – almeno fino ad oggi – da qualsiasi contributo dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Anche qui possiamo discutere se l’Italia debba sostenere testate storiche emigration - which today inform and maintain a significant presence of Italian language and culture in the world, with inputs of original thought for those who still have intact ability to read and understand - or even if logic should prevail in this area of \u200b\u200bcut, saving and alienation of the state for the production of services, information and culture. In any case it seems at least strange that you decide to keep the contributions to the Italian newspapers and decide to cut those published abroad, is not it?
The rest of the soup - which puts pot in the Italian system in the world, including chambers of commerce, cultural institutes, charitable, ICE, Enit, and Comites CGIE in the misguided attempt to simmer on the stove of a save-state populism - leave it to the appetites of anti-politics which people eat in certain circles.
Hon Marco Fedi
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